Ero appena uscito da quella che era ed è la mia storia più lunga (4 anni) erano passati tre mesi, ero uscito con altre ragazze ma si trattava del tipico il tipico chiodo scaccia chiodo, insomma nulla che valga la pena ricordare (Mi scuso con chi si possa sentire offeso da questa mia affermazione), era il periodo di natale e vengo invitato a una festa a casa di amici, tante ragazze, tanto alcol e musica, ma non ero molto in vena di socializzare, finché non arriva Rebecca.
Labbra carnose, capelli castani lunghi e ricci con il sorriso più malinconico e bello che avessi visto da parecchio tempo a quella parte, lei mi invita a ballare e io non mi tiro indietro,dopo il ballo per il resto della serata abbiamo conversato e flirtato e prima che lei andasse via gli chiedo il contatto Facebook e se gli andava un cinema con me, appena torno a casa aggiungo Rebecca e vado a letto, ingenuamente e stupidamente soddisfatto...che povero stolto che ero.
Dopo qualche giorno incomincio a scrivergli, chiedergli il numero il tutto condito dai soliti "mi Piace" tattici a foto e stati di cui fondamentalmente non mi fregava nulla e dopo due settimane (nel mezzo ci sono state le feste) gli chiedo di uscire e lei con mia sorpresa accetta volentieri, dire che ero un mix tra un bambino a natale e uno che si sentiva il più grande seduttore della storia sarebbe riduttivo.
Prima di continuare teniamo a mente due cose fondamentali:
1) Se mi piace una ragazza posso essere sicuro che non sarà mai la MIA ragazza.
2) Mi ero appena lasciato dopo 4 anni di relazione, direi che in quel periodo ero "Fragile"
Primo appuntamento;
Ok diciamo che questa è la morale, non andò male, andammo al cinema a vedere un film di quelli drammatici/impegnati a un cinema d'esse in centro poi San Lorenzo dove abbiamo preso da bere prima di accompagnarla a casa. Ovviamente l'errore dovevo farlo, quando le cose vanno fin troppo bene devo far qualcosa per riportarle alla dimensione di disagio più consona alla situazione, ergo tento di baciarla ricevendo un sonoro due di picche, ma in compenso ho ricevuto anche un altro appuntamento, per il giorno dopo.
Anche se non avevo ricevuto il bacio la serata non era andata male, anzi mi aveva chiesto lei di rivederci il giorno dopo, il latin lover dentro di me aveva incominciato a festeggiare come mai prima di allora, talmente tanto che penso sia andato in come etilico...non l'ho mai più visto.
Secondo appuntamento;
Comunque la sera dopo ci rivediamo, la serata va bene, come la prima ridiamo, parliamo, sogniamo ma non limoniamo, il mio primo pensiero era "Cavolo, vuoi vedere che lei vuole andarci piano perché gli piaci tanto?", inutile dire che non era cosi, insomma il titolo del post dovrebbe esser chiaro, ma al tempo ero ingenuo, devo ammettere che anche se per poco, mi è piaciuto crederlo, era come vedere se stessi di una realtà parallela.
Ok cosa dicevo che succede quando mi piace una ragazza? Esatto, dopo i primi appuntamenti che furono in una piacevole discesa la situazione si trasformò radicalmente, in uno strapiombo sull'oceano, lei disse la frase che nessuno si vuol far sentire, specialmente non dopo un mese di flirt e tre appuntamenti (dove pagai tutto io), lei disse "Sei un ottimo amico", dentro di me qualcosa si ruppe, ma non ci prestai attenzione in un primo momento.
In quel momento ero comunque rimasto determinato, non cercavo chissà che storia d'amore, ma il fatto di essere solo dopo anni di relazione (deludente, ma questa è un altra storia) era per me motivo di sconvolgimento emotivo, come quando ti tolgono le coperte mentre dormi, senti il freddo della mattina anche nelle ossa. Il fatto che lei poi continuasse a scrivermi, cercarmi e chiedere di uscire mi trasse ancora più in inganno, ma più la storia andava avanti più il rapporto diventava "formale", ho chiesto chiarimenti ma le risposte erano vaghe e aperte a ogni sorta di interpretazione.
Di fatto questo sarebbe bastato al 90% delle persone con cervello. ma io non ho mai amato essere in secondo piano, quindi feci una cosa di cui tutt'ora mi stupisco, presi in mano la situazione e con decisione dissi a Rebecca che non volevo più sentirla, perché? Perché non volevo essere suo amico, perché se non era in maniera "sentimentale" a me non interessava avere un altra amica.
Venni additato come stronzo, come ragazzo che pensa solo a una cosa, io confermai tutto, perché sono dell'idea che l'amicizia come contentino sia una grandissima presa per il culo e mancanza di rispetto.
Da allora non vidi più Rebecca, il punto però non è questo, ma il fatto che ho capito che la Friendzone è più un limite che noi ci poniamo, nessuno ci obbliga a starci, nessuno ci costringe a farci tappetino siamo noi che facciamo tutto ben consci del fatto che difficilmente avremo quello che vogliamo, che sia solo una scopata o una storia più o meno seria.
Dire "ciao" a quella ragazza non fu facile, mi ero affezionato e avevo incominciato a avere "riti" quotidiani a cui difficilmente ci si abitua quando non ci sono più, ma questa esperienza mi ha insegnato una cosa, che per andare avanti alle volte bisogna lasciarsi indietro zavorre, similmente a quello che fa una mongolfiera.
Ok diciamo che questa è la morale, non andò male, andammo al cinema a vedere un film di quelli drammatici/impegnati a un cinema d'esse in centro poi San Lorenzo dove abbiamo preso da bere prima di accompagnarla a casa. Ovviamente l'errore dovevo farlo, quando le cose vanno fin troppo bene devo far qualcosa per riportarle alla dimensione di disagio più consona alla situazione, ergo tento di baciarla ricevendo un sonoro due di picche, ma in compenso ho ricevuto anche un altro appuntamento, per il giorno dopo.
Anche se non avevo ricevuto il bacio la serata non era andata male, anzi mi aveva chiesto lei di rivederci il giorno dopo, il latin lover dentro di me aveva incominciato a festeggiare come mai prima di allora, talmente tanto che penso sia andato in come etilico...non l'ho mai più visto.
Secondo appuntamento;
Comunque la sera dopo ci rivediamo, la serata va bene, come la prima ridiamo, parliamo, sogniamo ma non limoniamo, il mio primo pensiero era "Cavolo, vuoi vedere che lei vuole andarci piano perché gli piaci tanto?", inutile dire che non era cosi, insomma il titolo del post dovrebbe esser chiaro, ma al tempo ero ingenuo, devo ammettere che anche se per poco, mi è piaciuto crederlo, era come vedere se stessi di una realtà parallela.
Ok cosa dicevo che succede quando mi piace una ragazza? Esatto, dopo i primi appuntamenti che furono in una piacevole discesa la situazione si trasformò radicalmente, in uno strapiombo sull'oceano, lei disse la frase che nessuno si vuol far sentire, specialmente non dopo un mese di flirt e tre appuntamenti (dove pagai tutto io), lei disse "Sei un ottimo amico", dentro di me qualcosa si ruppe, ma non ci prestai attenzione in un primo momento.
In quel momento ero comunque rimasto determinato, non cercavo chissà che storia d'amore, ma il fatto di essere solo dopo anni di relazione (deludente, ma questa è un altra storia) era per me motivo di sconvolgimento emotivo, come quando ti tolgono le coperte mentre dormi, senti il freddo della mattina anche nelle ossa. Il fatto che lei poi continuasse a scrivermi, cercarmi e chiedere di uscire mi trasse ancora più in inganno, ma più la storia andava avanti più il rapporto diventava "formale", ho chiesto chiarimenti ma le risposte erano vaghe e aperte a ogni sorta di interpretazione.
Di fatto questo sarebbe bastato al 90% delle persone con cervello. ma io non ho mai amato essere in secondo piano, quindi feci una cosa di cui tutt'ora mi stupisco, presi in mano la situazione e con decisione dissi a Rebecca che non volevo più sentirla, perché? Perché non volevo essere suo amico, perché se non era in maniera "sentimentale" a me non interessava avere un altra amica.
Venni additato come stronzo, come ragazzo che pensa solo a una cosa, io confermai tutto, perché sono dell'idea che l'amicizia come contentino sia una grandissima presa per il culo e mancanza di rispetto.
Da allora non vidi più Rebecca, il punto però non è questo, ma il fatto che ho capito che la Friendzone è più un limite che noi ci poniamo, nessuno ci obbliga a starci, nessuno ci costringe a farci tappetino siamo noi che facciamo tutto ben consci del fatto che difficilmente avremo quello che vogliamo, che sia solo una scopata o una storia più o meno seria.
Dire "ciao" a quella ragazza non fu facile, mi ero affezionato e avevo incominciato a avere "riti" quotidiani a cui difficilmente ci si abitua quando non ci sono più, ma questa esperienza mi ha insegnato una cosa, che per andare avanti alle volte bisogna lasciarsi indietro zavorre, similmente a quello che fa una mongolfiera.



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